Grazie per l’invito. Ma anche no.

di Samuel Cogliati Gorlier •

Un pochino ero prevenuto, un pochino ero speranzoso. The Invite – Il piacere è tutto nostro, diretto da Olivia Wilde, è una vera delusione. Ma in fondo lo è logicamente.

 

Innanzitutto la prevedibilità, e questa sconfortante sensazione di déjà vu. La formula con quattro persone chiuse in un appartamento e un andamento della conversazione prima imbarazzato e gentile, poi sempre più acceso e astioso, con un finale che scioglie in qualche modo la tensione, l’abbiamo vista decine di volte. Impronta teatrale, che condiziona anche la fotografia, e ovviamente necessita di una recitazione all’altezza. Ma Carnage, Un Air de famille (Aria di famiglia) o Le Prénom (Cena tra amici) sono a distanza siderale.


The Invite
fa fatica su tutti i piani. Sia il soggetto sia la sceneggiatura sia i dialoghi sono da latte alle ginocchia. E non vedi l’ora che il film finisca. Qualche isolato lampo di ironia e qualche battuta divertente non cambiano il risultato. Senza contare il ritmo della “conversazione”, la pochezza degli argomenti affrontati, l’inutile volgarità del lessico (centinaia di fuck, fucking e consimili).Insomma, un pasticcio commerciale che non vale proprio la pena. Evitate. •


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