Vendemmia 2026 in Champagne: lo sgomento
di Samuel Cogliati Gorlier •
L’Aube polverizza tutti i record di precocità. Ha iniziato a vendemmiare giovedì 6 agosto, a Montgueux. Non si era mai cominciato a raccogliere così presto.
Il sistema di monitoraggio della maturità mostra dati senza equivoci. Il 6 agosto gli zuccheri erano già altissimi ovunque: in media sopra 9% di alcol potenziale per chardonnay (il vitigno più avanti) e pinot, appena sotto per il meunier. Ma l’acidità è ovviamente ancora elevatissima (oltre 15-16 g/l). Uve prevedibilmente sanissime, senza una traccia di peronospora.
In queste condizioni, il rapporto tra concentrazione zuccherina, tasso di acidità e pH può essere problematico, ma soprattutto si acuisce il rischio di scollamento tra maturità tecnologica e maturità fenolica.
I primi commenti dei vignaiolə parlano diffusamente di acini molto piccoli e molto duri (il peso dei grappoli è mediamente molto basso, attorno a 80-90 grammi). Al di là del problema delle rese (carenza di mosto), che quest’anno non dovrebbe preoccupare troppo, date le rese massime autorizzate molto contenute (8.800 kg/ha), sono la quantità e la qualità degli aromi a essere minacciate.
Uno scenario del genere è davvero inquietante e indicativo delle prospettive future legate al riscaldamento globale. Nei prossimi anni la Champagne sarà sicuramente chiamata a vendemmiare in luglio. Con che conseguenze sulla qualità e l’identità dei vini? •
scrivi a cogliati@possibiliaeditore.eu
