Editoriali

Consigli per gli acquisti

Nel mezzo della pandemia Covid-19 molti di noi hanno invocato e promesso di voler iniziare ad acquistare solo italiano. Nobile proposito, dettato spesso dal patriottismo, ma più interessante per le sue virtù sociali ed ecologiche. Tuttavia, in questa economia totalmente globalizzata metterlo in pratica non è semplice, perché le filiere della maggior parte dei prodotti sono spesso lunghe e opache. 

Non è però impossibile adottare alcuni accorgimenti che possono mitigare questi inconvenienti, se non ovviare completamente. La cittadinanza del XXI secolo, grazie alla quale il futuro può provare a divenire sostenibile, richiede un piccolo sforzo quotidiano nell’atto dell’acquisto, impegno che inizia da una facile riflessione, cui la “civiltà del clic” ci ha però disabituati. Porsi qualche semplice domanda prima di acquistare è invece un atto intelligente e necessario. Essere “consumatori” consapevoli può essere un comportamento rivoluzionario.

Avanziamo qualche suggerimento per i nostri acquisti, qualunque essi siano.

• Primo: valutiamo la necessità dell’acquisto. Non tutti gli acquisti sono utili, e non tutti i desideri vanno necessariamente accontentati. Quanto e perché desideriamo ciò che vogliamo? Ne vale davvero la pena? Che impatto sociale ed ecologico ha avuto la produzione di quell’oggetto? Abbiamo davvero bisogno di avere quell’oggetto il prima possibile, domani stesso? La fretta a volte implica costi economici, sociali ed ecologici aggiuntivi e uno stress supplementare per chi dovrà fornirvi a tempo di record quell’articolo.

• Secondo: valutiamo le varie soluzioni di acquisto. In linea di massima, più acquisteremo vicino a casa, più il nostro gesto sarà ecologico (e talora solidale).

Una prima opzione consiste nel capire se nei dintorni della nostra abitazione disponiamo di un commerciante che ci può essere utile. Diversi di loro sono competenti e onesti. Privilegiando il commercio di vicinato sosteniamo la piccola economia locale (spesso a dimensione famigliare) e contrastiamo la desertificazione dei nostri quartieri. Un negozio indipendente potrebbe essere preferibile a un punto di vendita di una grande catena. Acquistando da un artigiano o da un produttore diretto, poi, concorriamo a preservare competenze e mestieri che, di questi tempi, sono in pericolo di estinzione. Infine così facendo limitiamo gli spostamenti, evitiamo spesso di ricorrere all’auto, muovendoci a piedi o in bicicletta.

Una diversa soluzione può essere l’ausilio di internet nella ricerca. Non trovate nei dintorni l’articolo che vi serve? Indagate in rete – a volte bastano pochi clic – e individuate un produttore o un fornitore. Spesso i loro siti permettono di acquistare direttamente, oppure indicano rivenditori sul territorio, cui possiamo rivolgerci.

Queste due opzioni hanno anche un altro vantaggio: in vari casi difendono realtà che creano impiego e versano tributi nel nostro paese.

Questa riflessione non è disinteressata, perché ovviamente riguarda anche Possibilia Editore. Sin dall’inizio della nostra attività abbiamo lavorato sia nella ricerca dei nostri fornitori sia nelle strategie di vendita dei nostri prodotti.

Ad esempio: tendiamo da sempre a preferire le spedizioni con prodotti di Poste Italiane: i postini infatti circolano già quotidianamente sul territorio, evitando così di programmare appositamente nuove tratte e nuovi itinerari. Di solito questo servizio è più lento di un corriere privato, ma si tratta di un piccolo sacrificio di pazienza che ci sentiamo di chiedere alle nostre lettrici e ai nostri lettori. Da qualche tempo, inoltre, abbiamo investito ulteriormente sugli imballaggi di solo cartone, limitando quando possibile l’utilizzo di buste di materiale composito, più difficili o impossibili da riciclare. Quando è possibile, poi, riutilizziamo imballaggi che abbiamo ricevuto: non è sciatteria ma una pratica ancora più virtuosa del riciclo.

Per quanto riguarda i canali di vendita, ci permettiamo di consigliarvi una di queste possibilità:

• acquistare direttamente sul nostro sito o nell’àmbito di un evento che ci vede presenti (una serata, un corso, una fiera): è la soluzione che comporta meno perdita di margine da parte nostra, contribuendo così a sostenere la nostra piccola attività indipendente;

• acquistare in un punto vendita locale: l’enoteca Vino di via Pier Lombardo 9 a Milano, oppure una libreria (meglio ancora se indipendente);

• per quanto riguarda gli ebook, acquistare sul sito del nostro partner per il digitale, www.bookrepublic.it, realtà italiana indipendente.

L’atto di acquisto è un gesto sottovalutato, di notevole importanza, che condiziona molti più fattori di quanto spesso pensiamo.

Samuel Cogliati,
maggio 2020


Editoriali precedenti: 

• Leggi “Perché facciamo ciò che facciamo (e lo facciamo così)” (Samuel Cogliati, novembre 2017)

• Leggi “La responsabilità della critica: quando un vino non è buono, bisogna dirlo?” (Samuel Cogliati, aprile 2017)

• Leggi “Il lavoro e la tenacia” (Samuel Cogliati, agosto 2016)

• Leggi “Il gusto insopprimibile del fuori strada” (Samuel Cogliati, maggio 2016)

• Leggi “L’entusiasmante peso dell’indipendenza” (Samuel Cogliati, marzo 2015)