L’ENTUSIASMANTE PESO DELL’INDIPENDENZA

L’ENTUSIASMANTE PESO DELL’INDIPENDENZA

«Certo che così finirai per non farti solo amici…» mi ha avvertito recentemente un collega, riferendosi all’approccio critico delle nostre pubblicazioni (nel caso specifico di un mio libro). Ha ragione: vantare solo sostenitori è più facile, anche emotivamente, che dover far fronte a un numero cospicuo di oppositori o detrattori indispettiti.
Non bisogna però mai perdere di vista che Possibilia è un editore, e tutti noi autori. Pertanto gli unici consensi di cui dobbiamo davvero preoccuparci sono quelli del nostro pubblico. Coltivare la sua “amicizia”, per noi, significa tributargli rispetto, a iniziare dalla trasparenza e dall’onestà intellettuale che gli dobbiamo. Se per perseguire quest’obiettivo dovremo destare l’inimicizia di alcune persone o istituzioni di cui trattiamo, continueremo a pagare questo prezzo.
Per quanto possa ormai sembrare insolito – specie in Italia – il ruolo dell’editoria non è tessere una rete di “amicizie che contano”, spianandosi la strada, massimizzando i profitti e facilitando il proprio compito imprenditoriale. Il ruolo di chiunque faccia editoria o informazione è indagare, riflettere, fare domande scomode, elaborando tesi e contenuti liberi da condizionamenti e quanto più obiettivi – o fondati: anche la soggettività può essere un valore! – possibile. Ciò che importa è il giudizio dei lettori, non quello degli investitori pubblicitari o dei soggetti investigati. Sono questi la forza e il peso, talora quasi insostenibile, dell’indipendenza: una sfida ardua, soprattutto quando si dispone di mezzi ridottissimi.
Possibilia ha deciso di accettare una condizione vieppiù faticosa: proponiamo ai lettori fatti e analisi disinteressati, in tutta franchezza, anche quando sappiamo che non è necessariamente ciò che i lettori vorrebbero sentirsi raccontare. Per quanto riguarda il vino, ad esempio, ci teniamo lontani dai tanti discorsi retorici che ratificano la conoscenza di questa bevanda non come autentico lavoro di ricerca, ma come espressione di uno status symbol snobistico.
Nel giudicare il nostro lavoro, chiediamo ai nostri lettori e clienti soltanto di essere consapevoli di questa nostra fatica e di questa nostra scelta. In cambio, ci impegniamo a preservare il rigore e la rettitudine che sono per noi condizioni non negoziabili della nostra attività.

Samuel Cogliati, marzo 2015

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